"La musica mi ha dato tanto. E io non ho mai amato essere in debito"
-Hai tenuto tutti all’oscuro del tuo progetto. Come mai?
La verità è che ogni tanto ho bisogno anche di momenti per me, in cui mi isolo dal mondo, reale e virtuale, lontano da tutto e da tutti. Eventuali pressioni esterne sarebbero state solo dannose e controproducenti. La gente vedrà sempre e comunque il risultato finale e non tutto il lavoro che c’è dietro.
Un po’ come la metafora dell’iceberg. Nell’ultimo periodo ho lavorato tanto su me stesso, realizzando giorno dopo giorno quanto fosse essenziale riprendermi i miei spazi. Senza questi momenti non avrei mai scritto Yin e Yang.
È la mia migliore amica. È un farmaco curativo e letale: mira dritto al cuore. La musica è sempre stata la mia fonte di sfogo: sa comprendermi più di chiunque altro e mi accompagna, mano per mano, durante il tragitto. Farei prima a dirti cosa la musica non sia.
-Qual è stato il momento in cui hai deciso di scrivere Yin e Yang?
Avevo bisogno di una svolta nella mia vita. Dopo anni e anni di introversione ho realizzato che fosse arrivato il momento di espormi quanto mai prima e che fosse la musica a dover parlare per me. Volevo essere meno schiavo del mio carattere: dovevo smetterla di farmi troppe domande e iniziare a cercare più risposte. Con la consapevolezza che troverò anch’io il mio posto in questo mondo.
-Dove hai trovato l’ispirazione?
Nel silenzio notturno. Yin e Yang è stata scritta a orari improponibili.
-Quanto è importante per te quel simbolo?
Yin e Yang è il simbolo della vita. La sua forza sta nell’essere un simbolo così complesso nella sua semplicità: è il principio che regola silenziosamente la nostra quotidianità. È affascinante l’idea che gli estremi opposti possano in qualche modo completarsi a vicenda. È la rivincita degli incompatibili: anche loro, prima o poi, si attraggono. Siamo tutti, allo stesso tempo, un po’ Yin e un po’ Yang.
-Com’è nata la collaborazione con Alex Mercy?
Ho conosciuto Ale tramite la sua musica. Trovo che per fare quel tipo di lavoro ci voglia tanta professionalità. E lui la sta dimostrando. Non avrei mai pensato di presentare un progetto così personale a una persona che non conoscevo personalmente. Ma Ale è un ragazzo sorprendente: è in grado di entrare nella testa dell’artista e immedesimarsi all’istante in un mondo che non è il suo. Ero proprio alla ricerca di una persona come Ale: esperta e aperta a qualsiasi tipo di dialogo. È stato un piacere lavorare con lui. Si prenderà ciò che merita.
-Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?
Trovare il giusto equilibrio tra scrittura e sound è un’esigenza dell’artista. Abbiamo utilizzato strumenti dal suono dolce, come il piano e il violoncello, in modo che si sposassero perfettamente con un testo profondo ed emotivo. Non ti nascondo che ho da sempre una passione per i testi, le parole e i significati tra le righe.
Amo scrivere, ma non ho mai avuto il coraggio di creare qualcosa di mio né tantomeno di condividerlo con gli altri. Ed è un po’ il motivo per cui ho scelto di non analizzare il testo su Genius. La forza della musica sta proprio nell’interpretazione e nell’immedesimazione: ciascuno di noi vede nella musica un po’ quello che vuole vederci, legge tra le righe un po’ quello che vuole leggerci. E se esistesse un Dio lassù, beh, dovrebbe benedire il rap poetico.
| Marco Fulgido, Italia |
-Come immagini il tuo ascoltatore ideale?
Premetto che non mi rivolgo a una tipologia specifica di ascoltatore. Sono dell’idea che a sentire una canzone siano capaci tutti, ma ad ascoltarla solo in pochi.
Avevo preso in considerazione fin da subito che Yin e Yang non sarebbe stato un progetto adatto a tutti: chi si ferma alle apparenze, chi giudica senza conoscere, chi “sopravvive” di pregiudizi non potrà mai trovare alcuna risposta nelle mie parole. Non sono un artista. Sono solo un ragazzo che aveva bisogno di comunicare qualcosa.
-Un aggettivo per descrivere il tuo progetto?
Terapeutico.
-Possiamo considerare Yin e Yang come un progetto ufficialmente chiuso o ci riserverai ancora sorprese?
Quando meno te lo aspetti.


Comentarios
Publicar un comentario