Yin e Yang: dall´Italia al mondo

 "La musica mi ha dato tanto. E io non ho mai amato essere in debito"



Marco Fulgido, in arte Fulgens, è un ragazzo italiano di 21 anni. È uno studente di Giurisprudenza presso l´Università di Torino

-Hai tenuto tutti all’oscuro del tuo progetto. Come mai?

La verità è che ogni tanto ho bisogno anche di momenti per me, in cui mi isolo dal mondo, reale e virtuale, lontano da tutto e da tutti. Eventuali pressioni esterne sarebbero state solo dannose e controproducenti. La gente vedrà sempre e comunque il risultato finale e non tutto il lavoro che c’è dietro. 

Un po’ come la metafora dell’iceberg. Nell’ultimo periodo ho lavorato tanto su me stesso, realizzando giorno dopo giorno quanto fosse essenziale riprendermi i miei spazi. Senza questi momenti non avrei mai scritto Yin e Yang.

-Cos’è la musica per te?

È la mia migliore amica. È un farmaco curativo e letale: mira dritto al cuore. La musica è sempre stata la mia fonte di sfogo: sa comprendermi più di chiunque altro e mi accompagna, mano per mano, durante il tragitto. Farei prima a dirti cosa la musica non sia.

-Qual è stato il momento in cui hai deciso di scrivere Yin e Yang?

Avevo bisogno di una svolta nella mia vita. Dopo anni e anni di introversione ho realizzato che fosse arrivato il momento di espormi quanto mai prima e che fosse la musica a dover parlare per me. Volevo essere meno schiavo del mio carattere: dovevo smetterla di farmi troppe domande e iniziare a cercare più risposte. Con la consapevolezza che troverò anch’io il mio posto in questo mondo.

-Dove hai trovato l’ispirazione?

Nel silenzio notturno. Yin e Yang è stata scritta a orari improponibili.

-Quanto è importante per te quel simbolo?

Yin e Yang è il simbolo della vita. La sua forza sta nell’essere un simbolo così complesso nella sua semplicità: è il principio che regola silenziosamente la nostra quotidianità. È affascinante l’idea che gli estremi opposti possano in qualche modo completarsi a vicenda. È la rivincita degli incompatibili: anche loro, prima o poi, si attraggono. Siamo tutti, allo stesso tempo, un po’ Yin e un po’ Yang.

-Com’è nata la collaborazione con Alex Mercy?

Ho conosciuto Ale tramite la sua musica. Trovo che per fare quel tipo di lavoro ci voglia tanta professionalità. E lui la sta dimostrando. Non avrei mai pensato di presentare un progetto così personale a una persona che non conoscevo personalmente. Ma Ale è un ragazzo sorprendente: è in grado di entrare nella testa dell’artista e immedesimarsi all’istante in un mondo che non è il suo. Ero proprio alla ricerca di una persona come Ale: esperta e aperta a qualsiasi tipo di dialogo. È stato un piacere lavorare con lui. Si prenderà ciò che merita.

-Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?

Trovare il giusto equilibrio tra scrittura e sound è un’esigenza dell’artista. Abbiamo utilizzato strumenti dal suono dolce, come il piano e il violoncello, in modo che si sposassero perfettamente con un testo profondo ed emotivo. Non ti nascondo che ho da sempre una passione per i testi, le parole e i significati tra le righe. 

Amo scrivere, ma non ho mai avuto il coraggio di creare qualcosa di mio né tantomeno di condividerlo con gli altri. Ed è un po’ il motivo per cui ho scelto di non analizzare il testo su Genius. La forza della musica sta proprio nell’interpretazione e nell’immedesimazione: ciascuno di noi vede nella musica un po’ quello che vuole vederci, legge tra le righe un po’ quello che vuole leggerci. E se esistesse un Dio lassù, beh, dovrebbe benedire il rap poetico.

Marco Fulgido, Italia 

-Come immagini il tuo ascoltatore ideale?

Premetto che non mi rivolgo a una tipologia specifica di ascoltatore. Sono dell’idea che a sentire una canzone siano capaci tutti, ma ad ascoltarla solo in pochi.

Avevo preso in considerazione fin da subito che Yin e Yang non sarebbe stato un progetto adatto a tutti: chi si ferma alle apparenze, chi giudica senza conoscere, chi “sopravvive” di pregiudizi non potrà mai trovare alcuna risposta nelle mie parole. Non sono un artista. Sono solo un ragazzo che aveva bisogno di comunicare qualcosa.

-Un aggettivo per descrivere il tuo progetto?

Terapeutico.

-Possiamo considerare Yin e Yang come un progetto ufficialmente chiuso o ci riserverai ancora sorprese?

Quando meno te lo aspetti.

Ascolta Yin e Yang








- You kept everyone in the dark about your project. Why?
The truth is that I sometimes need moments for myself, in which I isolate from the real and virtual world, away from everything and everyone. Any external pressures would only have been harmful and counter-productive. 
People will always see the final result and not all the work behind it. Just like the iceberg metaphor. 
In the last peiod I have worked a lot on myself, realizing day after day how essential it was to take back my space. 
Without these moments I would never have written Yin e Yang. 

- What is music for you?
She is my best friend. It´s a curative and lethal medicine: it aims straight to the heart. Music has always been my surge, she knows how to understand me more than anyone else and accompanies me, hand by hand, during the journey. 
I´d first tell you what music isnt´t. 

-What was the moment when you decided to write Yin e Yang?
I needed a turning point in my life. After years and years of introversion I realized that it was time to expose myself as much as ever done before and that it was music which had to speak for me. I wanted to be less influenced by my character: I had to stop asking myself too many questions and start
looking for more answers. With the knowledge that I too will find my place in
this world.

-Where did you find inspiration?
In the silence of the night. Yin e Yang was written at unreasonable times.

-How important is that symbol to you?
Yin e Yang is the symbol of life. It´s strength lies in being such a complex symbol in its simplicity, it is the principle that silently regulates our daily life.
The idea that opposite extremes can somehow complement each other is
fascinating. It is the revenge of the incompatible: sooner or later they too
attract each other. We are all, at the same time, a little bit Yin and a little bit Yang.

-How was the collaboration with Alex Mercy born?
I met Ale through his music. I find that it takes a lot of professionalism to do
that kind of work. And he is proving it. I’ve never thought to present such a personal project to someone I didn't know personally. But Ale is a surprising guy: he is able to enter the artist's head and identify himself instantly in a world that is not his.
I was looking for a person like him: expert and open to any kind of dialogue. It was a pleasure to work with him. He will get what he deserves.

-How much does the lyrics of a song matter to you compared to the
music?
Finding the right balance between writing and sound is an artist's need. We used sweet sounding instruments, such as the piano and the cello, so that they perfectly matched with a deep and emotional text.
I must say that I have always had a passion for lyrics, words and meanings among the lines. I love writing, but I've never had the courage to create something of my own nor to share it with others. That’s why I chose not to analyze the text on Genius. The strength of music lies in its interpretation and
identification: each of us sees and reads in music what he wants to. And if there was a God up there, well, he should bless the poetic rap.

-How do you imagine your ideal listener?
I state that I am not addressing a specific type of listener. I think that everyone is able to hear a song, but only a few can listen to it.
From the beginning I had taken into account that Yin e Yang would not be a project suitable for everyone: those who stop at appearances, those who judge without knowing, those who "survive" from prejudices will never find any answer in my words. I am not an artist. I'm just a guy who needed to communicate something.

-An adjective to describe your project?
Therapeutic.

-Shall we consider Yin e Yang as an officially closed project or will you have any surprises for us?
When you least expect it.








-Has mantenido a todos en la oscuridad sobre tu proyecto. ¿Cómo?
La verdad es que a veces también necesito momentos para mí, en los que me aíslo del mundo, real y virtual, lejos de todo y de todos. Cualquier presión externa solo habría sido dañina y contraproducente.
La gente siempre verá el resultado final y no todo el trabajo que hay detrás. Un poco como la metáfora del iceberg.
En el último período he trabajado mucho en mí mismo, dándome cuenta día a día de lo esencial que era recuperar mi espacio.
Sin estos momentos, nunca hubiera escrito Yin e Yang.

-¿Qué es la música para ti?
Ella es mi mejor amiga.
Es una droga curativa y letal, apunta directamente al corazón. La música siempre ha sido mi fuente de escape, sabe comprenderme más que nadie y me acompaña, de la mano, durante el viaje.
Primero te diría lo que no es la música.

-¿Cuál fue el momento en que decidiste escribir Yin e Yang?
Necesitaba un gran avance en mi vida. Después de años y años de introversión me di cuenta de que era hora de exponerme tanto como siempre y que era la música la que tenía que hablar por mí. Quería ser menos esclavo de mi carácter, tenía que dejar de hacerme demasiadas preguntas y empezar a buscar más respuestas. Con la creencia de que yo también encontraría mi lugar en este mundo.

- ¿Dónde encontraste la inspiración?
En el silencio de la noche. Yin e Yang se escribió en momentos irracionales.

-¿Qué tan importante es ese símbolo para ti?
Yin e Yang es el símbolo de la vida. Su fuerza radica en ser un símbolo tan complejo en su sencillez: es el principio que regula silenciosamente nuestra vida diaria.
La idea de que los extremos opuestos pueden complementarse de alguna manera es fascinante. Es la venganza de lo incompatible: tarde o temprano también se atraen.
Todos somos, al mismo tiempo, un poquito Yin y un poquito Yang.

-¿Cómo nació la colaboración con Alex Mercy?
Conocí a Ale a través de su música. Imagino que para hacer ese tipo de trabajo se necesita mucha profesionalidad. Y lo está demostrando.
Nunca pensé que presentaría un proyecto tan personal a alguien a quien no conociera personalmente. Pero Ale es un chico sorprendente, consigue entrar en la cabeza del artista e identificarse instantáneamente en un mundo que no es el suyo.
Buscaba una persona como Ale, experto y abierto a cualquier tipo de diálogo. Fue un placer trabajar con el. Obtendrá lo que se merece.

-¿Cuánto te importa la letra de una canción en comparación con la música?
Encontrar el equilibrio adecuado entre escritura y sonido es una necesidad de un artista. Usamos instrumentos de sonido dulce, como el piano y el violonchelo, para que combinaran perfectamente con un texto profundo y emotivo.
No escondo que siempre he tenido pasión por los textos, las palabras y los significados entre líneas. Me encanta escribir, pero nunca he tenido el valor de crear algo propio ni de compartirlo con los demás. Y es en parte la razón por la que decidí no analizar el texto sobre Genius. La fuerza de la música está en su interpretación e identificación: cada uno ve un poco en la música lo que quiere vernos, lee un poco entre líneas lo que quiere leer. Y si hubiera un Dios allá arriba, bueno, debería bendecir el rap poético.

-¿Cómo imaginas a tu oyente ideal?
Declaro que no me estoy dirigiendo a un tipo específico de oyente. Soy de la opinión de que todos pueden escuchar una canción, pero solo unos pocos pueden escucharla.
Había tomado en consideración enseguida que Yin e Yang no sería un proyecto apto para todos: los que se detienen en las apariencias, los que juzgan sin saber, los que "sobreviven" de los prejuicios nunca encontrarán respuesta en mis palabras.
No soy un artista. Solo soy un tipo que necesitaba comunicar algo.

-¿Un adjetivo para describir tu proyecto?
Terapéutico.

-¿Podemos considerar a Yin e Yang como un proyecto oficialmente cerrado o todavía nos depararéis sorpresas?
Cuando menos te lo esperes.

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